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Moana Pozzi

Moana Pozzi IT

Moana Pozzi è nato/a il 27 Aprile 1961 a Genova. Moana Pozzi è alto/a 178cm pesa 58kg ha o ha avuto i capelli di colore Biondi. Moana Pozzi è noto/a nel mondo dell'hard e della pornografia anche con gli pseudonimi di Anna Moana Rosa Pozzi, Moana, Linda Heveret, Margaux Jobert, Anna Maria Pozzi, Anna Moana Pozzi, Moanna, Moanna Pozzi.

Il suo orientamento sessuale è bisessuale. Su Porno Pizza ci sono 37 video, che trovi in questa stessa pagina. Moana Pozzi ha recitato con Cicciolina, Roberto Malone, Rocco Siffredi, Peter North, Milly D'Abbraccio, Jessica Rizzo, Erika Bella, Sean Michaels, Ron Jeremy, Barbarella, Vampirella, Pussykat, Zenga Raggi, Luana Borgia, Baby Pozzi, Eva Orlowsky, Angelica Bella, Desiree . Moana Pozzi è presente nelle seguenti categorie: Anale, Tettone, Sborrate, Negre, Feticismo, Orge, Ditalini, Lesbiche, Milf, Interrazziali, Intimo sexy, Bionde, Fetish Calze & Collant, Leccate di fica, Sborrate in faccia, Porno Italiano, Film porno completi, Cazzi Grandi, Vintage, Sborrate tette, Sessantanove, Sesso e Sport, Esibizionismo, Pompini, Dottori e infermieri, Gangbang, More, Abusate, Tette per spagnole, Sesso estremo, Culi sexy, Figa pelosa, Bisex donne, Sesso estivo, Rosse zoccole, Troie tatuate, Tette siliconate, Seghe, Gola profonda, Tette piccole, Ragazze, Giocattoli sexy, Sesso in spiaggia, Sculacciate, Uomini Maturi, Erotici , Negre mulatte, Strap On, Abbronzate, Occhialute porche. Il profilo di Moana Pozzi è stata visto 5412 volte ed è seguito/a da 3 utenti.


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Approfondimenti

Nacque il 27 aprile 1961, primogenita di Alfredo Pozzi, ricercatore nucleare, e di una casalinga, Giovannina Alloisio, originaria di Lerma in provincia di Alessandria. A tredici anni Moana, a causa del lavoro del padre, si trasferì insieme ai familiari prima in Brasile, poi in Canada, e infine a Lione. Da qui, nel 1979, lasciò la famiglia (che comunque poco dopo la sua partenza si trasferì di nuovo a Genova) e andò a stare per conto suo a Roma, cominciando a lavorare saltuariamente come modella e come comparsa in numerosi film. Iniziò la sua carriera cinematografica nel 1980 con piccole parti in commedie. Nel 1981 le fu affidata la conduzione di un programma mattutino per bambini su Rai 2, Tip Tap Club. Contemporaneamente cominciò anche a girare film porno, accreditata con pseudonimi sempre diversi (Linda Heveret, in Valentina, ragazza in calore, il suo primo film pornografico, e Margaux Jobert, in Erotic Flash) per non farsi riconoscere. Ma venne ugualmente scoperta e cacciata dal Tip Tap Club. A ogni modo, come ammise lei stessa, dalla vicenda ricavò una certa pubblicità. Risale al 1986 la sua prima pellicola a luci rosse del "circuito di serie A", accreditata col suo nome fin dal titolo, Fantastica Moana, per la regia di Riccardo Schicchi. Entrata nell'entourage dell'agenzia Diva Futura di Schicchi, nello stesso anno partecipò allo spettacolo dal vivo Curve deliziose che la lanciò definitivamente nel mondo del porno e le diede anche una notevole pubblicità sulla stampa per via dello scandalo con risvolti giudiziari che ne nacque. Fra i film di maggior successo Fantastica Moana, Moana la bella di giorno e Cicciolina e Moana "Mondiali". Anche sua sorella Mima ne seguì le orme, divenendo pornostar a sua volta con il nome d'arte di Baby Pozzi, ma non ottenne mai un successo paragonabile a quello di Moana. Divenne assai popolare grazie alla televisione, ai cui programmi cominciò a essere invitata, anche grazie alle sue doti intellettuali e culturali sino ad allora, per il grande pubblico, insospettabili per un personaggio del porno. Più che la sua collega Ilona Staller, Moana Pozzi portò alla luce l'esistenza, precedentemente pressoché sotterranea, del vasto universo della pornografia e dei relativi consumatori. Moana Pozzi a L'araba fenice (1988) Pubblicò a proprie spese il libro La filosofia di Moana (20.000 copie per un costo di sessanta milioni), fondando una casa editrice diretta dal giornalista Brunetto Fantauzzi. Ne La filosofia di Moana raccontava di personaggi famosi con cui avrebbe avuto rapporti sessuali occasionali. Il libro fece scalpore, anche per alcuni commenti, e veri e propri voti sulle "prestazioni" degli occasionali partner, fra i quali figurava anche un uomo politico inserito senza nome, ma riconoscibile per i notevoli indizi come Bettino Craxi non ancora Presidente del Consiglio ma già allora segretario del PSI. Molto nota è anche la sua performance televisiva nel programma L'araba fenice (1988), nel quale faceva la critica di costume nuda o "vestita" solamente di un cellophane trasparente. Nell'estate 1992 condusse su Italia 1 in seconda serata il programma televisivo Magico David dedicato al mago David Copperfield. La popolarità di Moana fu tale che divenne anche protagonista di un cartone animato, realizzato dal cartoonist Mario Verger, che la vide coinvolta nella regia: il cartoon, intitolato Moanaland, fu trasmesso a più riprese da Blob e nelle puntate monografiche dedicate alla diva dell'hard. Sempre Verger, questa volta da solo, le dedicò un altro film d'animazione I Remember Moana, raccogliendo l'attenzione di Marco Giusti ed Enrico Ghezzi per Fuori Orario, vincendo la Menzione Speciale all'Erotic Film Festival negli Stati Uniti. Nel 1993 solcò le passerelle milanesi per la griffe di Chiara Boni. Il 16 febbraio 2014 nella trasmissione Lucignolo, l'avvocato Michele Cianci, legale della famiglia di Matera Nicolino, impresario di Moana Pozzi, ha mostrato una pellicola del film inedito ''L'ultima volta di Moana'', girata alcuni mesi prima della sua morte, dalla quale si nota palesemente la malattia della grande star. Partito dell'Amore[modifica | modifica sorgente] Moana Pozzi candidata dal Partito dell'Amore nel 1994 Personaggio discusso, non solo per il genere cinematografico grazie al quale divenne famosa (quello hardcore), ebbe anche una breve ma popolarissima esperienza in politica. Moana fu per quattro mesi al centro dell'attenzione dei media nelle Elezioni politiche del 1992, le ultime della Prima Repubblica, che si svolgevano nel pieno dell'inchiesta detta Mani pulite o Tangentopoli. Moana con il Partito dell'Amore diede vita alla prima esperienza italiana di anti-politica ma fu invitata al pari di altri a Tribuna elettorale e riuscì a farsi conoscere anche all'estero, raccogliendo quasi duecento articoli di stampa. Quando nel 1991 la collega Cicciolina uscì dal Partito dell'Amore, fondato da Riccardo Schicchi e Mauro Biuzzi[7], Moana rifondò il partito a fine gennaio 1992, concedendo il suo volto per il nuovo simbolo[8]. Le proposte di legge, dette Staller, per legalizzare le case d'appuntamento, migliorare l'educazione sessuale e la creazione di "parchi dell'amore", presentate con il Partito Radicale nel 1987 furono messe in secondo piano per un programma più in linea con gli interessi di Moana: lotta alla corruzione politica e alla criminalità organizzata[9]. Guidò in prima fila il suo partito alle elezioni politiche del 1992 e alle elezioni comunali a Roma dell'anno successivo. In questa seconda campagna elettorale abbandonò del tutto la precedente linea scandalistica con la firma pubblica del documento di revoca delle cariche nel partito a Schicchi e alla Staller e con la promozione di Moana a segretario nazionale e di Mauro Biuzzi a vice-segretario e capolista per le successive elezioni amministrative del 1993. Non riuscì ad arrivare al ballottaggio: in un primo momento dichiarò che, se si fosse verificata tale situazione, avrebbe supportato il candidato di Rifondazione Comunista Renato Nicolini; Nicolini non riuscì però ad arrivare al secondo turno e il Partito dell'Amore diede allora indicazione ai propri elettori di far confluire i voti su Francesco Rutelli. Morte[modifica | modifica sorgente] Moana morì all'Hôtel-Dieu di Lione il 15 settembre 1994. La sua morte, ufficialmente dovuta a un carcinoma epatocellulare, fu improvvisa, inattesa (aveva solo 33 anni) e diede origine a voci non controllate che affermavano che fosse dovuta all'AIDS, oppure che la stessa notizia del decesso fosse falsa. Tali voci - che negli anni si sono rincorse e sono state alimentate anche attraverso la pubblicazione di pamphlet - restano il segno più visibile di come Moana Pozzi sia rimasta un'icona ben presente nell'immaginario degli italiani. Nel 2004, 10º anniversario della sua morte, nuove voci sulla sua improvvisa scomparsa sono affiorate. La Procura della Repubblica di Roma aprì un'indagine per stabilire se Moana fosse in vita o effettivamente deceduta. Il 18 settembre 2005, invitato in un programma di Enrico Vaime, Mauro Biuzzi (già esecutore testamentario di Moana[ , per smentire queste voci mostrò per la prima volta il certificato anagrafico italiano, che riporta come data della morte di Moana il 15 settembre 1994. Nel dicembre 2005, nel corso del programma di RaiTre Chi l'ha visto? fu mostrato per la prima volta il certificato di morte dell'ospedale di Lione. La famiglia ha confermato le circostanze della morte di Moana in diverse interviste ed è stata mostrata anche una lapide senza nome nella tomba di famiglia dei "Pozzi" a Lerma, provincia di Alessandria, in Piemonte[16]. Nel 2005 la famiglia - tramite il fratello Simone - annunciò la pubblicazione di un libro (il cui titolo è Moana, tutta la verità) dedicato alla vita e alla morte dell'attrice. Nel febbraio del 2006, nel corso dell'intervista rilasciata al programma di Raitre Chi l'ha visto?, quello che si credeva essere il fratello minore di Moana, Simone Pozzi, dichiarò di esserne in realtà il figlio, anche se resta ancora un mistero la paternità. Simone dichiarò di non avere intenzione di cercare un padre che non si era mai preoccupato né di lui né della madre. Mauro Biuzzi ha scritto una postfazione al libro di Simone ed è intervenuto più volte sul suo caso. Ad aprile 2007 è stata pubblicata sul quotidiano Il Messaggero un'intervista al marito dell'attrice, Antonio Di Cesco, che ha rivelato di aver aiutato Moana a morire, praticandole l'eutanasia. Rifiutando l'idea di una lunga agonia, Moana aveva preso accordi col marito e nel settembre 1994, quando ormai non c'era più nulla da fare, questi fece entrare delle bollicine d'aria nel tubo della flebo. A metà mese la Procura della Repubblica di Roma, su istanza del produttore Riccardo Schicchi, aprì un'inchiesta iscrivendo Di Cesco nel registro degli indagati. Mauro Biuzzi ha smentito il Di Cesco Il 22 giugno 2007, nel corso dello speciale di Enigma (Rai 3) dedicato a Moana Pozzi e condotto da Corrado Augias, Mauro Biuzzi, responsabile dell'Associazione che ne tutela l'immagine, da lui fondata insieme alla famiglia, ha mostrato il test dell'HIV cui si sottopose l'artista nel 1992, a definitiva conferma che non aveva contratto il virus e che quindi fosse morta a causa dell'AIDS. Fonte wikipedia

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